Domenica 8 Agosto


Trascorriamo la mattinata al parco di Liwonde. Siamo io, Ilario, Monia, Nadia, Luigi e Luisa, quest’ultima alla guida della jeep che ci ha accompagnati, e che ci ha fatto sentire i sentieri più dissestati e polverosi (polvere rossa per la precisione). Eccoci arrivati! La magia che accompagna questo nostro giro in barca è unica per l’immensità di colori, di rumori e di “incontri”. Gli animali si sono fatti subito vedere, prima ippopotami, poi tantissimi elefanti che si dissetano lungo le sponde del fiume Shire e che ci offrono uno spettacolo singolare! L’entusiasmo è cresciuto a ogni avvistamento, e gestire la macchina fotografica è diventato sempre più difficile, perché ogni espressione, movimento, è davvero unico e si vorrebbe immortalare tutto, così ci s’improvvisa fotografi professionisti e la guida ti asseconda fermandosi per permetterti tutto questo. Il parco non ha tradito le nostre attese, davvero meraviglioso; L’unico rammarico è di non aver potuto ammirare il coccodrillo, pare sia sfuggito solo ai miei occhi… mmm sono stata poco attenta!!! Il mancato avvistamento del coccodrillo non è del tutto negativo perché sarà sicuramente motivo in più per tornare al più presto a rivivere questa esperienza straordinaria e indimenticabile. Pranziamo all’interno del parco e poi subito dopo facciamo ritorno alla Casa del Volontario. Si cena e poi il benvenuto a Luca ed i  saluti a Luigi e Luisa che domani mattina ripartono per fare ritorno a casa.

P.s. Questa sera prima di addormentarmi un altro piccolo animaletto africano ha voluto farsi vedere e soprattutto rincorrere a vuoto per circa mezz’ora… si tratta di un ragno… non sono riuscita a beccarlo, spero domattina di non ritrovarmelo nel letto. Buona notte!

 

           Giuseppe Traina

Ho incontrato Giuseppe a Balaka nel 2006, rimasi colpito dal fatto che fotografava tutto, anche le cose che sembravano, dal mio punto di vista, poco interessanti. Una volta ricordo di averlo trovato sotto un tavolo che inseguiva un tafano per fargli una foto. Inoltre rimasi colpito dalla sua maniacale precisione. Da allora siamo rimasti sempre in contatto, lui ha aderito al nostro progetto di sostegno a distanza nel quale ha coinvolto anche alcuni suoi amici. Intorno a giugno mi manda una e-mail nella quale mi comunica che si sta trasferendo a tempo indeterminato a Balaka ed aiuterà padre Mario insegnando in due corsi della scuola secondaria sorta all'interno della cooperativa. Non nego che sono felice di rivederlo e capire che cosa lo ha spinto a prendere una decisione così "estrema". Giuseppe è un ingegnere meccanico, di quelli di una volta, che ha lavorato per grandi aziende e lo scorso anno ha raggiunto l'età della pensione. Mi ha detto che era stufo del "nostro mondo" nel quale non si riconosce più. Ha così venduto la sua casa a Milano ed ha deciso di rimettersi in gioco. Mi racconta dei suoi metodi di insegnamento, del livello scolastico dei suoi alunni, dei programmi (simili a quelli italiani) e dei miglioramenti dei ragazzi del corso di disegno del quale è orgoglioso. Mi dice inoltre che solo il 17% dei ragazzi del corso di meccanica lo segue e, come si può immaginare, questo non lo rende affatto felice. Mi riferisce che per aver presente ogni ragazzo, ha fatto a tutti una foto (cosa alquanto scontata, conoscendolo), che ha sviluppato ed apposto sul banco con il nome del bimbo; ha riportato poi la stessa foto su un quaderno e vicino ha delineato un profilo stesso. Con mia sorpresa ad un certo punto a tavola mi domanda: "Ma poi si è sposata Romina? Sai, nel 2006 la fotografai e sotto la foto scrissi: sta per sposarsi". Che tipo Giuseppe!

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