Sabato 14 Agosto
Ad aspettarci fuori: James,
Masauko, Precious. È triste lasciarli, ma si deve partire. L’immensa malinconia
mi sta assalendo. Viaggiare in Africa è una esperienza
affascinante. Quel che rende questo continente unico è, probabilmente, il
numero incredibile di bambini che lo popolano, di sorrisi che ti accolgono, di
sguardi profondi che ti rapiscono, bambini che non si stancano mai, ti
raggiungono da ogni angolo e ti accompagnano per tutte le sue strade. Adesso che è giunto il momento di partire, mi
sento parte di loro e questa sensazione non mi lascerà mai.
Noi che non ci accorgiamo del valore del “Niente”
che apparentemente non abbiamo bisogno di niente
del niente
che ci manca davvero
del niente
che non si può comprare
del niente
che hanno gli altri che non hanno niente
del niente
del cielo
del niente
degli sguardi della gente che non ha niente
del sorriso dolcissimo dei bimbi che non hanno niente
….è
il niente “africano”… che ti dà tanto!!!
Ed è
così l’Africa, ti prende l’anima e il cuore!!
NON FATEVI TESORI SULLA TERRA, MA
IN CIELO
“ C’era un uomo ricco, che vestiva di
porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante di
nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe,
bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino
i cani venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli
angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando
nell’inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro
accanto a lui. Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda
Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché
questa fiamma mi tortura.
Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai
ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora
invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi
è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non
possono, né di costì si può attraversare fino a noi…”
(Luca 16:19 – 27)
Noi
occidentali viviamo nell’abbondanza, ci affanniamo per avere sempre di più,
veniamo accecati dalle nostre ricchezze e chiudiamo il nostro cuore alle
necessità dei poveri, dimenticando cosa significa amare ed apprezzare i veri
valori della vita. La vita eterna non sappiamo dove e come sarà, ma già da ora
possiamo impostarla, vivendo con maggiore condivisione di sguardi, di
sentimenti, e anche di beni tra noi e coloro che poveri ci vivono accanto, più
vicino di quel che pensiamo.
Non lasciamo che siano i cani a leccare le
piaghe dei tanti Lazzaro che abbiamo vicino, ma delle
loro piaghe prendiamoci cura noi.
A noi tocca seminare speranza in questo groviglio,
mostrando segni concreti di solidarietà, di amore.
Grazie ai miei genitori
che, nonostante le loro preoccupazioni, mi hanno permesso di vivere questa
bellissima esperienza africana con la serenità giusta.
Grazie a tutti i miei amici
che, generosamente e carinamente, hanno contribuito a riempire le mie due
valigie dei doni per i bimbi, permettendomi di riportarle a
casa vuote di ogni bene materiale, ma strapiene della gioia e
dell’affetto che gli stessi bimbi mi hanno saputo regalare.
Grazie
ad Ilario, che mi ha dato l’opportunità di fare questo viaggio. A proposito di
Ilario, adesso posso dirvi chi è: una persona fantastica, meravigliosa, un vero
e proprio gentiluomo…
Grazie
di cuore… ti voglio bene!
Grazie
a tutti voi che mi avete dedicato un po’ del vostro tempo per condividere
questa favolosa esperienza.
Grazie a Dio che mi ha
accompagnata in questo viaggio, che mi ha lasciato un'
impronta indelebile nel mio cuore.
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